UNA SICILIA CAMBIATA

di Santo Cortese

Dopo tutti gli incendi, possiamo affermare che la Sicilia è veramente cambiata. Già era cambiata politicamente negli ultimi anni. Già era cambiata con il cambiare del clima. Già era cambiata nel settore forestale mal gestito. E a malincuore vedo che anche i boschi sono cambiati, ora sono tramontati e i conti ora tornano a galla: solo cenere e carbone. Ora non passa giorno che non si vede qualche fuoco divorare i boschi: è come essere rapiti da un mostro a forma di fuoco e fiamme. Sono cose terribili, in Sicilia. Sono eventi incivili in Sicilia. Sono fuochi indomabili in Sicilia.

Ormai nel generale abbattimento dei boschi, dovuti al fuoco, la gente trema, e si perde d’animo, in questa terribile epidemia di fiamme, che ha divorato la Sicilia. Ancora nel silenzio della notte la Sicilia brucia e bruciano gli animali in via di estinzione e le piante che erano sempreverdi e in questi giorni il fuoco si è avvicinato a ville, case, ospedali dell’ennese.

Cose assurde, cose di un altro mondo, ma il mondo è questo, è un mondo di schiavitù, di guerra latente, che mai si fa mite, ma va avanti sempre in cerca di un potere nascosto.

E allora come uscirne fuori da questa situazione drammatica di fiamme e fuoco?

Ormai la gente sa. Ormai la gente vuole e desidera un potere forte che ci governi nel bene dell’uomo e della natura. 

Bisogna farsi custodi della natura.

Bisogna guardare la natura e rispettarla come noi stessi.

Bisogna educare il popolo alla salvaguardia del bosco.

Bisogna fare chiarezza sulle disgrazie provocate dal fuoco.

Bisogna aiutare la natura a risollevarsi da tutte queste ultime fiamme.

Bisogna evitare i fuochi nelle zone di campagna d’estate.

La natura, per quanto robusta sia di fronte al fuoco diventa fragile. Questa tremenda agonia di fiamme e fuochi sta diventando insopportabile per il nostro verde: sono parole di ira, sono parole e pensieri di rabbia, sono parole di chi lavora tra le piante, di chi ha visto crescere le piante e di chi, ora vede tramontare le stesse piante che fino a qualche giorno fa coltivava.

Disonesto è chi brucia i boschi.

Disonesto è chi vive nella sua gloria del fuoco, che gloria non è ma è malattia mentale.

Disonesto è chi getta fuoco d’estate, nelle ore calde, perché non capisce che esso provoca terrore, carbone, cenere, aria irrespirabile.

Bisogna essere onesti con la natura, con i boschi e soprattutto con se stessi.

La Sicilia ormai è cambiata: tutto è cenere e carbone.

Santo Cortese