SICILIA….L’ISOLA CHE NON C’E’

di Santo Cortese

Sembra che la Sicilia sia, ormai, invisibile ad un lavoro stabile, è una Sicilia controllabile dalla politica regionale e tutto è palese, facilmente verificabile.

È un’isola che sul piano lavorativo non c’è. La Sicilia sembra una superficie lavorativa solo sulla carta, però è la Sicilia del sole, del verde, dei monumenti antichi, del mare nostrum, ma tutto questo non basta a soddisfare un popolo disoccupato, un popolo di forestali stagionali che ancora alla data odierna è fermo a casa, senza nessuna certezza di stabilizzazione.

Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che non c’è.

Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che si lascia sorpassare dall’Italia tutta.

Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola divisa.

Nel lavoro stabile la Sicilia è un’isola che si muove lentamente.

L’uomo, per intrinseca natura, è portato a lavorare per soddisfare tutte le esigenze di vita familiare, con frequenza giornaliera, ma questo non avviene in Sicilia. Ormai sembra che egli sia un bersaglio da prendere da parte dei sindacati tutti, e da parte della politica tutta, sullo sfondo di un lavoro che mai viene confermato come stabile. Noi forestali non siamo grandi politici, ma potremmo diventarlo, potremmo essere custodi del nostro lavoro, e non siamo ingenui, ormai capiamo qual’e la vera realtà politica siciliana, e il lavoro dei forestali tutti sta diventando un’avventura, una lotta fino all’ultima giornata lavorativa, ben altra figura è invece la vecchia politica che ci governa, che mai affronta la nostra situazione di lavoratori stagionali, dopo molti anni di servizio nel comparto forestale.

I forestali sono invisibilmente presenti in Sicilia.

Cosa devono fare i forestali tutti per ritornare visibili sul piano lavorativo alla Regione siciliana?

Il mondo della realtà lavorativa, in Sicilia, precipita sempre più in basso e questa è un’offesa morale, è un’offesa alla dignità lavorativa dell’uomo siciliano, è un’offesa che viene fatta a chi non lavora, e qui senza una stabilità si diventa deboli e senza una speranza di progresso familiare. Spesso con le poche giornate lavorative, 78, 101, 151 , viene dato ai forestali un piccolo abbaglio, un piccolo respiro economico, ma passate queste giornate si ritorna alla disoccupazione e all’invisibilità.

I forestali della Sicilia, da molto tempo, hanno avuto ed hanno, ancora, le facoltà fisiche e mentali rivolte ai lavori nei boschi utili per il sistema idrogeologico, utili per la produzione di ossigeno, utili per ristrutturazione di zone di svago, parchi, aree protette e molto altro, ma oggi vivono in un’isola che non c’è.

Vogliamo una nuova visibilità lavorativa.