ANTINCENDIO

di Santo Cortese

Nel 2017 la Sicilia si è trovata in fiamme, i boschi sono stati in fiamme, e, la cosa più assurda che il servizio antincendio abbia molti problemi con i mezzi e con una stabilizzazione che non vuole arrivare, e spesso con sospensioni.

Si ritiene ed è vero che l’apice degli incendi coincide con l’apice dell’estate siciliana, e, proprio, ora che c’è bisogno di forestali antincendio nei boschi, proprio, ora, tutto diventa difficile da superare. Questi sono i limiti della politica siciliana, questi sono i limiti di questo fatto assurdo, del paradosso, che, mentre la Sicilia brucia, mentre la Sicilia ha bisogno del servizio antincendio, molti forestali, delle squadre antincendio boschivo, si ritrovano senza mezzi o con mezzi scadenti o vecchi, e spesso con problemi di completamento delle giornate stabilite dalla legge, proprio ora che ce ne bisogno assoluto.

Ora conviene confessare il predominio politico, rispetto alla società forestale, predominio che dovrebbe dirigere con la morale del progresso, e, salvaguardia dei boschi, ma ciò non avviene: viali parafuoco fatti in ritardo e mai finiti, perché molti forestali sono stati assunti in ritardo, o, assunti con mansioni diverse dai viali parafuoco, mezzi del servizio antincendio fermi, e, poco personale rispetto agli incendi, e noi forestali miriamo alla perfezione del comparto forestale, noi vogliamo che anche i 78isti siano avviati nei mesi estivi per svolgere lavori di prevenzione degli incendi. Tuttavia gli incendi indisturbati continuano a perseverare in Sicilia, ma noi non vogliamo una terra bruciata, ma, vogliamo una nuova disciplina forestale universale con metodi di salvaguardia dei boschi. Bisogna riqualificare il sistema antincendio boschivo, in modo che tutto diventi operativo e funzionale, in Sicilia. Noi forestali potremmo dare 100 statue a chi avrà occhi positivi al rinnovo del comparto forestale. Noi forestali siamo educati al sentimento di vita dei boschi, e abbiamo coscienza morale e sociale per i boschi tutti.

Noi lavoratori non vogliamo la divisione politica della Sicilia causata dalle opposte rivalità e ambizioni, che porta allo spezzettamento del comparto forestale, e molti altri comparti lavorativi, noi forestali vogliamo un robusto centro politico e un forte sentimento forestale nazionale.

A novembre 2017 in Sicilia, non vogliamo una politica regionale che abbia discordie interne, ma, una politica deplorevole basata sul lavoro di tutti i siciliani, soprattutto dei forestali tutti, ma anche dei disoccupati in preda alla disperazione lavorativa, per un lavoro che non c’è, e, per questo noi di forestalisicilia.com ci saremo a dare fiducia a chi darà noi fiducia, a chi non impedisce il rinnovamento forestale, a chi stima il lavoro dei forestali, senza egoismo, senza opposte rivalità, ma tutto in piena armonia regionale.

Noi forestali non vogliamo essere disillusi, e la risposta è una e una sola: lavoro per tutti. D’ora in poi, in Sicilia, deve essere l’alba di una nuova gloria politica basata sul lavoro, senza fuoco, senza fantasticaggini rinnovamenti forestali mai avvenuti e mille promesse inadempiute.

Ogni minuto di indugio accresce i pericoli forestali, ogni ritardo porta alla disoccupazione. Noi vogliamo una nuova Sicilia che faccia lavorare subito anche i 78isti forestali e vogliamo dare un freno alle discordie politiche che portano solo illusioni e una vita povera. Non cerchiamo né lodi, né appoggi, né onori, cerchiamo solo il nostro diritto al lavoro.

Il mondo è nostro.

L’Europa è nostra.

L’Italia è nostra.

La Sicilia è nostra.

La forestale è nostra.

Il lavoro deve essere nostro per ritrovarci a vivere a norme europee.

Noi forestali abbiamo una nuova energia per fare, anzi, rifare, ex novo, la nuova politica regionale.