di Santo Cortese

Ormai tutto è compiuto. Ormai tutto è bruciato. Ma chi ha voluto la Sicilia bruciata? Uffa!!!! Sempre la stessa domanda, ma, molti colleghi mi chiedono, e, si chiedono: come mai ogni anno, puntualmente, d’estate, i boschi della Sicilia bruciano e le piante cadono distrutte dalle fiamme?

Una frase ci viene sempre in mente: “ tutto è compiuto”, ma compiuto da chi? E per cosa? O per quale motivo? I forestali non bruciano i boschi dove lavorano, perché essi sono fonte di lavoro, di vita di natura reale. Ma allora chi brucia i boschi? Si dice i piromani: ma i piromani chi sono e per quale motivo, o forse per chi bruciano? A voi la risposta!!!!

Lavoro alla forestale da 31 anni, e, in tutto questo tempo, ho lavorato sodo per coltivare il bosco. Ho piantato molte piante, le ho coltivate, viste crescere, accudite ed ora, con molta rabbia le vedo distrutte dal fuoco nemico. E si…. mio nemico è, e, sarà chi brucia le piante. In molti boschi non si può più nemmeno camminare tra cenere e piante carbonizzate e il paradiso dei boschi non c’è più, tutto sembra inferno e la vita interiore dei forestali, e, anche, la mia è presa da una rabbia verso chi brucia puntualmente i nostri boschi, i nostri lavori.

Qualunque siano gli interessi.

Qualunque sia il motivo degli incendi.

Qualunque sia la discordia tra uomini che porta a dare fuoco ai boschi, evitiamo di bruciare il verde. Con il fuoco la natura che sembrava immortale, ora, diventa mortale.

Quando pensiamo alla frase: “tutto è compiuto”, vogliamo dire e pensare che forse gli incendi sono premeditati. Chissa!!! Forse da fantomatici piromani, o da uomini invisibili o da burattinai!!! Fatto sta che a capo della Sicilia, d’estate c’è solo il fuoco che comanda e brucia il bosco.

Chiedo, esorto, invito a non bruciare i boschi.

Chiedo, esorto, invito a rispettare la natura.

La natura è vita, ossigeno, aria pura, svago per i villeggianti, lavoro per molti.

Le immagini di questi giorni, nei boschi, sono sconvolgenti, tutto è rosso fuoco, e questa è inciviltà, piromania, chiamiamola come vogliamo, ma, tutto è brutto a vedersi e a respirarsi.

A noi forestali siciliani interessa il bosco verde.

A noi interessa la vita delle piante e di tutta la nostra natura.

I forestali non bruciano i boschi, anzi li coltivano e molti li salvano dal fuoco.

Ormai sembra che, in Sicilia, ci sia una rivoluzione, una guerra, contro i boschi. Ma i boschi non combattono e non possono difendersi dalle fiamme, e, quindi tutto diventa una guerra univoca verso il verde che ormai, in Sicilia, non è più, ma è solo cenere e carbone.

Invito tutti a rispettare la natura.

Santo Cortese


ERA LA SICILIA ORA E’ CENERE

La cosa più intima della nostra vita è la nostra terra è la nostra Sicilia, sia per l’affetto che essa ci da, e, per il mare, ma, soprattutto, per il verde dei boschi, verde che ormai è diventato cenere, a causa di molti incendi che hanno devastato molti ettari di zone boscate e non. La Sicilia è terra di turismo, nelle riserve boschive, nei nostri mari, e, nei nostri parchi, ma per motivi ancora ignoti e di ignoti piromani tutto ora è solo cenere, grigia brutta a vedersi, e, brutta a respirare, e, questo è un punto negativo per il turismo estivo.

Nessuno si prende la colpa degli incendi, nessuno ha peccato, nessuno sa niente, ma gli incendi irradiano sempre di più nella nostra terra e quest’anno sono aumentati enormemente, così si rischia di vedere il nostro paesaggio incenerito e carbonizzato.

Ma cosa sta succedendo in Sicilia?

Nessuno sa la verità sugli incendi!!!

Ormai l’unico conforto è di dire che nessuno ha peccato, ma la Sicilia che sembrava un paradiso terrestre, ora, sembra un inferno, e in qualsiasi posto ci si giri si vedono fiamme indomabili.

Forse qualcuno ha tradito la Sicilia? O forse no?

O forse sotto sotto ci sono mille interessi? O forse ancora no?

Ma nessuno sa niente!!!!

E noi non vogliamo dare la colpa a nessuno, chissà la colpa, forse, è solo dei piromani.

Adesso quale sarà la riabilitazione dei boschi bruciati?

Questa per la Sicilia è un’epopea storica, un’epopea sociale, un’epopea regionale di fuoco e fiamme che mai avremmo voluto vedere.

Ora bisogna trovare nuovi metodi lavorativi forestali per ripristinare e prevenire i nostri boschi nel futuro. Il primo grande amore per i forestali è la natura verde, così superba di bellezza e di fascino, così ricca di varie e pure sensazioni tra le piante che emanano profumi. Nel dominio dell’immaginazione siciliana vi erano luoghi incantevoli, dove gli alberi sospiravano e i fiumi mormoravano e molte piante verdi emanavano profumi genuini, assai lontane, ora, sono queste immagini poiché molti boschi ora respirano solo cenere e fumo.

Ed io conosco perfettamente questa regione, questi boschi dove lavoro, dove prima era tutto verde ed ora solo valli di ombre grigie e molte piante accese dalle fiamme: cosa brutta a vedersi e a respirare. Noi vogliamo il nostro verde, e dobbiamo sormontare tutte le difficoltà politiche dell’esistenza forestale, e trovare una pace, non ribelle ma serena senza fiamme. E mentre ancora da lontano, nella notte silenziosa si vedono mille fiamme bruciare terre e piante, noi pensiamo che tutto sia stato un brutto sogno, ma, invece, è tutto pura e crudele realtà tra le fiamme.

Il verde non ha colpa, le piante non hanno colpa, i boschi non hanno colpa alcuna, la natura non ha nessuna colpa se l’uomo in Sicilia è sempre in guerra e pace, con uno scatto di frenesia che serpeggia la sua mente, ma noi vogliamo una coscienza sana e pura senza fiamme, ora tutto porta al disastro economico, molti turisti hanno disdetto le loro vacanze in Sicilia, altri sono scappati e l’immagine di una terra bruciata è poco piacevole per il mondo intero.

Vogliamo l’intensità di una riforma forestale che tuteli i boschi, che previene agli incendi e che porti lavoro a contatto con il verde, che educhi al verde, che abbia metodi adeguati a prevenire il fuoco nei boschi. Tutte le volte che la Sicilia brucia è come se bruciasse una parte di noi, una parte del nostro lavoro.

Santo Cortese